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Domenica delle Palme, l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno: “Il grande insegnamento della Passione si condensa in una parola riassuntiva: Misericordia” Primo piano Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Domenica delle Palme, l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno: “Il grande insegnamento della Passione si condensa in una parola riassuntiva: Misericordia”

 Folta partecipazione, questa mattina, presso la Cattedrale Primaziale di Salerno, per la Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Monsignor Andrea Bellandi, in occasione della Domenica delle Palme. A precedere la Celebrazione, la benedizione delle palme in piazza Sant’Agostino.

“Il grande insegnamento della Passione di Gesù che la preghiera della Colletta ci invita ad avere presente nel cuore, non soltanto in questi giorni, ma sempre, si condensa in una parola riassuntiva: misericordia. – ha ricordato S.E. Monsignor Bellandi durante l’Omelia – L’offerta che Gesù ha fatto della sua vita, umiliandosi, come scrive San Paolo, fino alla morte di croce, è per avere misericordia di tutti noi, per redimerci dal peccato, per dare ad ognuno la possibilità di ritornare ad essere figli di Dio amati, che accolgono e ricambiano questo amore. Lo ha detto ieri Papa Leone nella Santa Messa, durante la sua Visita apostolica a Monaco: Nella storia di Gesù è riassunta la vicenda di tutti noi, a cominciare dai più piccoli e oppressi: ancora oggi, quanti calcoli si fanno nel mondo per uccidere innocenti; quante finte ragioni si pretendono per toglierli di mezzo! Davanti all’insistenza del male, però, sta l’eterna giustizia di Dio, che sempre ci riscatta dai nostri sepolcri…e ci dona nuova vita. Il Signore libera dal dolore infondendo speranza, converte la durezza di cuore trasformando il potere in servizio, proprio mentre manifesta il vero nome della sua onnipotenza: misericordia. È la misericordia che salva il mondo”, ha detto l’Arcivescovo.

“In questi giorni la nostra preghiera si unisca a quella dei nostri fratelli e sorelle nella Terrasanta, che, purtroppo, non possono celebrare pubblicamente quest’anno i riti della Settimana Santa. – ha osservato S.E. Monsignor Bellandi – Mi permetto di richiamare quanto il Patriarca di Gerusalemme, Cardinale Pizzaballa, ha inteso inviare a tutti i fedeli: Alla durezza di questo tempo di guerra, che ci coinvolge tutti, si aggiunge oggi anche quella di non poter celebrare degnamente e insieme la Pasqua. È una ferita che si aggiunge a tante altre inferte dal conflitto. Ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare. Se non possiamo riunirci come vorremmo, non rinunciamo alla preghiera. Questo è il momento di ricordare l’invito di Gesù ai suoi discepoli: pregare sempre, senza stancarsi mai (Lc 18,1). […] La Pasqua, che celebriamo nel segno della passione, morte e risurrezione di Cristo, ci ricorda che nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola. Il sepolcro vuoto è il sigillo della vittoria della vita sull’odio, della misericordia sul peccato. Lasciamo che questa certezza illumini i nostri passi e sostenga la nostra speranza”, ha concluso l’Arcivescovo.

 

 

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